ACQUA, UN TERZO DI QUELLA IMMESSA IN RETE VIENE PERSA


In Italia ben un terzo dell’acqua immessa in rete viene persa, uno spreco che ha conseguenze drammatiche per i cittadini. Nel 2020 infatti in 11 capoluoghi del Sud sono state adottate misure di razionamento nella distribuzione dell’acqua e, in particolare in Calabria, Sicilia e Sardegna, la maggior parte della popolazione non si fida nel bere l’acqua di rubinetto e compra invece quella in bottiglia.

Questo produce un ulteriore costo per le famiglie e aumenta la proliferazione di plastica che inquina le nostre spiagge e territori. Per invertire rotta decisivo è sicuramente il Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Grazie ai fondi ottenuti da Giuseppe Conte in Europa sono stati stanziati ben 4,4 miliardi di investimenti tutti dedicati alla Tutela del territorio e della risorsa idrica, erano decenni che questo non accadeva. Grazie a queste risorse nasceranno 75 progetti di manutenzione straordinaria e di potenziamento e completamento delle infrastrutture idriche.

Alla luce anche dei cambiamenti climatici che rendono l’acqua un bene sempre più prezioso, ridurre le perdite, gli sprechi e rendere i nostri acquedotti sicuri è un dovere alla quale la politica non può sottrarsi

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