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svezia

Organizzazioni rappresentate

  • The Swedish Migration Agency

(Ms Malin Starke, Specialist, Caroline Klamer, Team Leader, International Strategies Unit)

  • The Public Employment Agency

(Ms Christine Johansson)

  • The Stockholm County Administrative Board

(Mr Olof Molund, Ms Lina Devgun)

  • The Swedish Association of Local Authorities and Regions

(Mr Leif Klingensjö, Head of Section, Ms Lotta Dahlerus, Senior Adviser)

  • UNHCR Northern Europe

(Ms Gisela Thäter)

  • Amnesty International, Sweden

(Ms Madelaine Seidlitz, senior legal adviser)

  • The Swedish Network of Refugee Support Groups, FARR

(Ms Sanna Vestin, chair)

 

Discussione

Procedura attualmente in vigore

  • Ricezione e registrazione della domanda.
  • Il richiedente riceve informazioni sulla procedura e sui suoi diritti e obblighi.
  • Rilevamento impronte digitali e fotografia.
  • Il richiedente riceve un documento che attesta l’avvenuta registrazione della domanda valido per 30 giorni e che poi sarà sostituito con una carta (carta LMA).
  • Breve colloquio personale preliminare con assistenza di un interprete.
  • Se emergono elementi coperti dal regolamento Dublino, il colloquio personale verte sul potenziale trasferimento in un altro Stato membro.
  • A seconda del caso, la domanda viene inviata o all’unità Dublino o all’unità asilo che convocherà il richiedente per un secondo colloquio.
  • Se la domanda è accolta il beneficiario di protezione internazionale ottiene il permesso di soggiorno (nel passato di durata indefinita ma recentemente limitato a 13 mesi).

 

Nel caso in cui la domanda sia rifiutata, la persona è informata del fatto che deve essere rimpatriata. Il rimpatrio può essere o coatto o volontario. Nel primo caso è responsabile la polizia, nel secondo la SMA. Nel caso di rimpatrio volontario è fornito un sostegno economico di 30000 corone svedesi pari a € 3150 per individuo e 75000 corone pari a € 7850 per famiglia). Le percentuali di rimpatri volontari sul totale delle decisioni negative sono 2014: 37%; 2015: 45%; 2016: 58%. I minori sono raramente rimpatriati.

Il tempo medio per concludere la procedura è al momento un anno anche se prima della crisi del 2015-2016 il tempo medio era 6 mesi per gli adulti e 3 mesi per i minori.

 

Ai richiedenti asilo è concesso un alloggio (i richiedenti asilo possono scegliere se ottenere un alloggio dallo Stato o alloggiare presso parenti o conoscenti), hanno accesso a corsi di lingua e di introduzione al mercato del lavoro e i servizi sanitari sono comunque messi a loro disposizione fin dai primi momenti della procedura. Il richiedente asilo riceve inoltre un sostegno settimanale che è tuttavia sospeso nel caso questi non partecipi ai servizi offerti.

 

Quando la persona ottiene lo status di rifugiato e il permesso di soggiorno, i servizi dell’agenzia pubblica per l’impiego incontrano la persona e definiscono insieme un piano inserimento nel mercato del lavoro che ha una durata di due anni. Tuttavia, l’agenzia porta avanti anche una mappatura dei richiedenti asilo per essere pronta una volta che queste persone ricevono l’asilo.

 

Le autorità svedesi hanno sottolineato come i grandi afflussi di rifugiati del 2015 e 2016 hanno messo a dura prova il sistema comportando una mancanza di tutori, personale specializzato, insegnanti nelle scuole e nei servizi sociali, posti nei centri di accoglienza e problemi di ripartizione dei richiedenti asilo sul territorio nazionale. Da notare che la Svezia ha ricevuto il 40% dei minori non accompagnati che sono arrivati in Europa tra il 2015 e il 2016.

 

Principali criticità della riforma

  • Ammissibilità preventiva. Al momento non è obbligatoria e si ritiene che l’introduzione di questa procedura comporti oneri sproporzionati per l’amministrazione.
  • Procedura in tre fasi. Le autorità ritengono che questa sia difficilmente applicabile nella pratica svedese dove la procedura di registrazione e deposito della domanda è espletata in una sola fase.
  • Autorità coinvolte nella procedura. Altre autorità diverse dalla SMA avranno il compito di registrare domande d’asilo. Questo renderà necessarie modifiche alla legislazione nazionale, ad esempio per quanto riguarda l’accesso alla banca dati centrale nazionale sugli stranieri e comporterà la necessità di formare il personale di queste altre autorità. Anche permettere la partecipazione nella procedura a funzionari dell’Agenzia europea per l’asilo o di altri stati membri necessiterà una modifica costituzionale.
  • Gratuito patrocinio. Si chiede maggiore flessibilità per l’applicazione delle disposizioni relative poiché questa disposizione potrebbe comportare importanti costi aggiuntivi.
  • Problema di definizione della figura del tutore e scadenza per la nomina di cinque giorni considerata troppo breve. Vi è comunque già un problema relativo alla mancanza di tutori che la riforma renderà ancora più evidente e che necessiterà di interventi pubblici quali la creazione di liste di tutori professionisti (ad oggi la tutela è offerta da volontari).
  • Detenzione dei minori. In Svezia i minori non sono mai detenuti per più di 48 ore nel posto di arrivo e nemmeno nel cotesto di procedure di frontiera.
  • Paesi terzi sicuri. La Svezia non ha una lista di paesi di origine sicuri né di paesi terzi sicuri pur avendo una legislazione per la designazione dei paesi di origine sicuri ai sensi della direttiva procedure. Al momento, una valutazione è fatta in ogni singolo caso. Le autorità sono a favore di una lista armonizzata di paesi di origine sicuri in caso di approvazione della proposta della Commissione.
  • Termini della procedura. Le autorità non hanno particolari problemi con i termini indicati e sono favorevoli alla possibilità di prolungarli in caso di forte afflusso.
  • Ritiro implicito e domande reiterate. Le disposizioni relative devono essere riviste per assicurare il pieno rispetto degli obblighi internazionali e del principio di non respingimento in particolare.

 

Riunione bilaterale con Lars Westbratt, Segretario di stato per la migrazione

Il Segretario Westbratt ha sottolineato la necessità di un’urgente riforma del Sistema Europeo Comune di Asilo che possa equamente ripartire le responsabilità su tutti gli Stati membri e portare alla concreta armonizzazione delle condizioni di accoglienza, delle procedure e dei tassi di riconoscimento in Europa.

 

Per quanto riguarda la procedura, ha auspicato l’introduzione di una procedura semplice e di facile implementazione pratica per gli operatori. Ha tenuto a precisare che la Svezia non supporta il principio del mutuo riconoscimento delle valutazioni sull’età in ossequio del principio di libera valutazione delle prove dell’ordinamento svedese.