Report attività parlamentare – Dicembre 2018

Report attività parlamentare – Dicembre 2018

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COMMISSIONE LIBE

Prima della pausa natalizia sono avanzati i lavori sulla proposta di revisione del regolamento che istituisce la Guardia di frontiera e costiera europea (ex Frontex), presentato dalla commissione il 12 settembre u.s. insieme ad altre due proposte legislative miranti a rivedere il regolamento istitutivo dell’agenzia europea per l’asilo e la direttiva sui rimpatri. Con i colleghi Corrao e Castaldo abbiamo sottoscritto 109 emendamenti per ovviare criticità riguardanti le modifiche al mandato conferito all’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera europea. Fra le proposte a nostra firma anche il cambio della sede dell’Agenzia, attualmente situata a Varsavia, a Reggio Calabria. Un richiesta che nasce per ragioni logistiche e di vicinanza all’area delle operazioni dell’Agenzia nel Mediterraneo, impegnatanel controllo delle frontiere esterne e nell’attuazione delle operazioni di rimpatrio. Le modifiche da noi sono volte inoltre a eliminare i poteri di iniziativa autonoma da parte dell’Agenzia quando si tratta di intervenire, senza esplicita richiesta, nel territorio degli Stati membri. Oltre a ciò abbiamo cercato di limitare i maggiori poteri che le consentono di monitorare e valutare la capacità che ha uno Stato membro di gestire le proprie frontiere esterne eliminando sia la natura vincolante delle raccomandazioni emanate dall’Agenzia nei confronti dello Stato membro, sia la sanzione della reintroduzione dei controlli alle frontiere interne in caso di mancata attuazione delle raccomandazioni. Vogliamo altresì che sia ridotto da 10.000 a 500 il corpo permanente di guardie di frontiera a disposizione dell’Agenzia e mantenere il contributo degli Stati membri su base volontaria, escludere nei centri controllati l’esame delle domande di asilo tramite procedura di frontiera (procedura accelerata, con minori garanzie e che implica la detenzione del richiedente asilo) e permettere ai richiedenti asilo di entrare sul territorio dello stato membro per presentarvi domanda di protezione internazionale.

E’ ritornata all’ esame della LIBE la relazione sui visti umanitari già votata positivamente nel corso della sessione Plenaria di novembre. Per poter essere adottata, trattandosi di una relazione di iniziativa legislativa, è necessario il voto favorevole dei 2/3 dei componenti dell’assemblea. Tale maggioranza non era stata raggiunta. Con la relazione in oggetto, si chiede alla Commissione europea di presentare una proposta legislativa che istituisca un sistema di visti che non si presti ad abusi e consenta di accedere al territorio europeo per presentare una domanda di asilo, in modo da creare le condizioni per scardinare  il business di scafisti e trafficanti di essere umani, a contrastare flussi migratori illegali ed incontrollati, ad aumentare la sicurezza dei paesi di destinazione che saprebbero in anticipo chi sta per arrivare. Un sistema che darebbe un’alternativa legale ai coloro che realmente necessitano di protezione internazionale e che mettono a repentaglio le loro vite affidandosi a reti criminali che lucrano sulla disperazione delle persone.

Sono continuati i lavori sul parere riguardante il rapporto di iniziativa legislativa sull’attuazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea nel quadro istituzionale dell’UE. La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea dovrebbe segnare la transizione da una comunità economica a un’Unione fondata sullo Stato di diritto e sui diritti umani. In questa relazione si analizza la portata di tale processo si valuta il grado di attuazione delle disposizioni  contenute nella Carta.

E’ stata trattata la questione dei diritti fondamentali delle persone di discendenza africana in Europa poichè queste ultime risultano particolarmente esposte al razzismo, alla discriminazione, alla xenofobia e in generale a una situazione di disparità per quanto concerne il godimento dei diritti umani e dei diritti fondamentali.

Sul fronte dell’interoperabilità, al fine di migliorare lo scambio di dati ed informazioni tra diverse banche dati, è in esame la proposta che modifica il regolamento VIS (sistema di informazione visti) per integrarlo in un’unica piattaforma insieme con l’EES  (sistema di ingressi/uscite) e il sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS). Il rilevatore di identità multiple introdotto dalla proposta sull’interoperabilità semplificherà il rilevamento di identità multiple e contrasterà la frode d’identità.

E’ stato esaminato il parere che riguarda una proposta della Commissione diretta a tutelare gli  interessi finanziari dell’UE dal rischio di perdite finanziarie causate da carenze generalizzare riguardanti lo Stato di diritto. In questi casi si ritiene che l’UE dovrebbe essere in grado di imporre misure adeguate che comprendano la sospensione dell’erogazione dei fondi dell’UE, nonché la loro riduzione o restrizioni all’accesso in maniera proporzionata alla natura, alla gravità e alla portata di dette carenze.

Tra i report sottoposti a votazione si menzionano le “Disposizioni per agevolare l’uso di informazioni finanziarie e di altro tipo a fini di prevenzione, accertamento, indagine o perseguimento di determinati reati”, “Rafforzare la sicurezza delle carte d’identità dei cittadini dell’Unione e dei documenti di soggiorno rilasciati ai cittadini dell’Unione e ai loro familiari che esercitano il diritto alla libera circolazione”, “Protezione dei dati personali nel contesto delle elezioni del Parlamento europeo”, “Reimpegno della quota residua degli importi impegnati per sostenere l’attuazione delle decisioni (UE) 2015/1523 e (UE) 2015/1601 del Consiglio o loro assegnazione ad altre azioni previste dai programmi nazionali”, “Documenti di viaggio europei provvisori”, “Situazione dei diritti fondamentali nell’Unione europea nel 2017”, “ Protezione del bilancio dell’Unione in caso di cattivo funzionamento generale dello stato di diritto negli Stati membri”, “Indagini svolte dall’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) per quanto riguarda la cooperazione con la Procura europea e l’efficacia delle indagini dell’OLAF”.


COMMISSIONE JURI
La riunione del 6 dicembre si è aperta con l’esame della relazione dell’on. Roziere (S&D) sulla proposta di regolamento relativo all’azione dell’Unione a seguito della sua adesione all’Atto di Ginevra dell’Accordo di Lisbona sulle denominazioni di origine e le indicazioni geografiche. L’Atto di Ginevra sancisce l’impegno di ciascuna parte contraente a proteggere sul proprio territorio le denominazioni di origine e le indicazioni geografiche registrate, nel quadro del proprio ordinamento e delle proprie prassi giuridiche ma conformemente alle disposizioni del suddetto atto, fatti salvi eventuali rifiuti, rinunce della parte contraente di origine, invalidamenti o cancellazioni che possano prendere effetto con riguardo al proprio territorio.

Dopo un rapido scambio di opinioni sul rapporto di iniziativa su una politica industriale europea in materia di intelligenza artificiale e robotica, l’intera riunione è stata sostanzialmente dedicata ai voti di rapporti legislativi, pareri e rapporti non legislativi.

In particolare è stata adottata la relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva (UE) 2017/1132 per quanto riguarda le trasformazioni, le fusioni e le scissioni transfrontaliere.

Da registrare anche l’approvazione della proposta di relazione su sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle azioni rappresentative a tutela degli interessi collettivi dei consumatori e che abroga la direttiva 2009/22/CE. La proposta rappresenta un passo in avanti per la tutela degli interessi collettivi dei consumatori e, se ben applicata, potrà funzionare da deterrente a commettere violazioni da parte dei professionisti. La direttiva, secondo il testo approvato dalla JURI, consentirà di prevedere delle azioni rappresentative a tutela degli interessi dei consumatori in relazione alle violazioni del diritto UE avente importanti ricadute sui consumatori. Ovviamente l’azione collettiva potrà essere promossa da appositi enti riconosciuti e designati all’interno degli Stati membri in base a determinate caratteristiche che escludano conflitti di interesse e potenziali azioni strumentali ai danni dei concorrenti. La JURI ha già affidato al suo relatore, l’on. Didier, il mandato negoziale per i triloghi, con la speranza di portare a compimento l’iter legislativo entro la fine di questa legislatura.

Un’ultima breve riunione straordinaria si è svolta a Strasburgo il 10 dicembre, principalmente per esaminare alcuni casi di immunità parlamentare, oltre che per esaminare gli emendamenti progetto di regolamento sui certificati complementari di protezione per i medicinali e per votare alcuni progetti di parere o relazione sia a carattere legislativo sia di indirizzo politico. Tra questi: il progetto di parere destinato alla commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 2009/103/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, concernente l’assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli e il controllo dell’obbligo di assicurare tale responsabilità, il rapporto d’iniziativa sulle domande transfrontaliere di restituzione delle opere d’arte e dei beni culturali saccheggiati durante conflitti armati e guerre e la proposta di regolamento che modifica il regolamento (CE) n. 1393/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla notificazione e alla comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale (“notificazione o comunicazione degli atti”).

TERRITORIO
Numerose sono state le attività e le iniziative condotte nel mese di dicembre. Nei primi giorni del mese sono arrivate a Bruxelles, per partecipare alla vista ufficiale del Parlamento Europeo, le 4 scuole calabresi sorteggiate nell’ambito del programma, da me promosso,: “La scuola entra nel Parlamento Europeo”. Un’iniziativa giunta oramai alla quarta
edizione e che consente a tanti studenti calabresi di vivere e comprendere da vicino il funzionamento delle istituzioni comunitarie.
Successivamente sono stata a Marrakech per partecipare alla conferenza intergovernativa sul “global compact on migration” insieme ad una delegazione del Parlamento europeo. In tale sede, ancora una volta, abbiamo approfondito le problematiche e le criticità legate alla gestione dei
fenomeni migratori, argomento tuttora attuale e di difficile risoluzione.
Costante è l’impegno a dare informazione ai cittadini sui fondi europei diretti ed indiretti:in tal senso, diverse sono le richieste che quotidianamente arrivano al nostro sportello Punto Europa di
Cosenza. Altresì ininterrotto è il monitoraggio dello stato di avanzamento del POR Calabria 2014/2020. A tal proposito con una specifica interrogazione rivolta alla Commissione Europea abbiamo
richiesto chiarimenti circa le ripercussioni dell’indagine “Lande desolate”, che ha coinvolto, tra gli altri, il Governatore della Regione Calabria e l’Autorità di Gestione del POR Calabria, ed il regolare
sviluppo della programmazione regionale. Infine, anche in questo mese non sono mancati gli incontri con attivisti, associazioni e organismi
locali che hanno segnalato problemi legati al territorio e presentato proposte e suggerimenti. Continuate a contattarmi per le vostre segnalazioni e per essere sempre aggiornati sulle nostre attività.

Un abbraccio,

Laura