Report attività parlamentare – Luglio 2018

Report attività parlamentare – Luglio 2018

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COMMISSIONE LIBE

L’attività prevalente è stata rappresentata da
dibattiti, scambi di opinioni, votazioni su progetti di relazione e audizioni.
Sono continuati i lavori sul rapporto, approvato in questo mese, riguardante il
regolamento sul riconoscimento reciproco dei provvedimenti di congelamento e di
confisca. Tale proposta fa parte di del pacchetto di tre proposte legislative (le
altre due sono il regolamento sul controllo sui trasferimenti di denaro, la
direttiva antiriciclaggio), presentato dalla Commissione nel dicembre del 2016 per
consolidare la capacità dell’UE di contrastare il finanziamento della
criminalità organizzata e del terrorismo. Abbiamo sostenuto questo regolamento
in quanto riteniamo che la confisca e il congelamento dei beni proventi delle
attività criminali sia una delle armi più efficaci per contrastare il crimine
organizzato e privarlo dei mezzi per poter finanziare le proprie attività
illecite. Le attività delle organizzazioni criminali coinvolgono sempre di più
diversi Stati membri. Attraverso questo regolamento si migliorerà la rapidità e
l’efficacia delle procedure di riconoscimento dei provvedimenti di congelamento
e confisca dei beni e dei proventi di reato. In particolare si  è lavorato affinchè si ottenessero procedure
semplificate di trasmissione delle decisioni, il potenziamento del ruolo delle
autorità nazionali centrali, e termini più brevi perché le autorità comunichino
tra loro, decidano di eseguire o meno i provvedimenti trasmessi dagli Stati di
emissione e informino tempestivamente circa le loro decisioni e l’esecuzione
delle stesse.

Approvata anche la relazione di Ignazio Corrao che
riguarda la direttiva sulla lotta al riciclaggio di denaro mediante il diritto
penale. Questa direttiva stabilisce norme minime comuni a tutti gli Stati
Membri e relative alla definizione dei reati e delle sanzioni inerenti al
riciclaggio di denaro. Chi ricicla denaro proveniente da attività illecite,
infatti, sfrutta i “buchi” che si vengono a creare a causa di legislazioni
nazionali non coordinate tra di loro. Similmente, il testo si propone di
eliminare gli ostacoli alla cooperazione giudiziaria e di polizia a livello
transfrontaliero, introducendo anche in questo settore disposizioni comuni al
fine di migliorare l’indagine sui reati connessi al riciclaggio di denaro.
Riteniamo questo testo un successo per il Movimento 5 Stelle, che ha fatto
della legalità una delle sue ragion d’essere e un importante passo avanti verso
la lotta alla criminalità in generale ed a tutte le mafie. Abbiamo cercato di
seguire gli insegnamenti di Giovanni Falcone che diceva: segui i soldi e
troverai la criminalità organizzata. Per tale ragione è estremamente importante
avere un testo legislativo efficace, chiaro e completo, che chiuda e lacune
normative utilizzate dai criminali per sfuggire alla giustizia. Il riciclaggio
di denaro è, infatti, un crimine particolarmente pericoloso, in quanto consente
ai criminali di beneficiare dei proventi delle loro attività illecite,
reintroducendoli nell’economia legale. Per tale ragione, è particolarmente
importante avere una legislazione comune che privi le organizzazioni criminali
della loro fonte di finanziamento che è la risorsa più preziosa per alimentare
le loro attività criminali.

E’ stato trattato il parere sull’istituzione dell’Autorità
europea del lavoro. Si ritiene che la mobilità dei lavoratori nell’UE
costituisce un beneficio per gli individui, per le parti sociali, per le
economie e per le società nel loro complesso. La libera circolazione dei
lavoratori e la libera prestazione di servizi all’interno dell’Unione dipendono
da regole chiare ed eque in tema di mobilità transfrontaliera dei lavoratori e
dalla loro effettiva applicazione anche per quanto riguarda i cittadini di
paesi terzi. Sono state espresse preoccupazioni in relazione alla vulnerabilità
dei lavoratori mobili, che sono esposti ad abusi o alla negazione dei loro
diritti, e alla difficoltà per le imprese di operare in un contesto
imprenditoriale incerto o poco chiaro e non equo. In tal senso, all’Autorità
sarà assegnata una serie di compiti operativi consistenti in: fornitura di
servizi e informazioni pertinenti agli individui, alle parti sociali e ai
datori di lavoro, sostegno alla cooperazione fra Stati membri, scambio di
informazioni ed effettuazione di ispezioni concertate e congiunte (tema che il
relatore giudica di particolare importanza), nonché segnalazione alle autorità
competenti in caso di violazione dei diritti fondamentali e di tratta di esseri
umani finalizzata allo sfruttamento del lavoro.

Sul fronte immigrazione ed asilo, essendo
tematiche di competenza della Libe, è stata presentata l’ultima relazione
sull’attuazione dell’agenda europea sulla migrazione.  L’UE cerca di spingere l’Italia a creare hot-spot
in Calabria e Sicilia, nel tentativo di creare un sistema che blocchi gli
arrivi nei paesi di primo ingresso ed eviti movimenti secondari nel resto
d’Europa. Abbiamo sempre condannato la logica di bloccare in Italia migranti senza
che gli altri paesi si impegnino nel condividere responsabilità attraverso una
ripartizione automatica ed obbligatoria. Per quanto riguarda il sostegno
europeo, al 30 aprile l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo aveva
dispiegato 38 esperti nazionali in Italia, coadiuvati da 54 operatori
interinali e da 98 mediatori culturali. 428 esperti della guardia di frontiera
e costiera europea forniscono sostegno alle attività mirate ai migranti appena
arrivati. Al 7 maggio 2018 erano dispiegati in totale 15 agenti distaccati di
Europol e tre membri del personale di Europol in cinque località dell’Italia
per svolgere controlli di sicurezza secondari. E’ stata inoltre aumentata la
capacità del centro di trattenimento di Potenza (96 posti). Anche se vi sono
fondi europei vi è da sottolineare che la spesa maggiore per la gestione del
fenomeno migratorio dei fondi europei avviene con risorse nazionali. È stata
portata avanti l’operazione congiunta Themis, volta a sostenere l’Italia nella
lotta all’immigrazione irregolare nel Mediterraneo centrale, nel salvataggio di
vite umane in mare e nella prevenzione e rilevamento della criminalità
transfrontaliera. La zona operativa di Themis comprende ora il Mar Adriatico,
ed è stata rafforzata la componente dell’operazione riguardante le attività di
contrasto, in particolare la lotta contro il terrorismo e i combattenti
stranieri. Ad oggi, con i contributi di 27 Stati membri, l’Agenzia europea
della guardia di frontiera e costiera sostiene l’Italia tramite 428 guardie di
frontiera e membri di equipaggi, due aeromobili, un elicottero, un
pattugliatore d’altura, sette pattugliatori costieri, quattro motovedette
costiere e 14 uffici mobili.

Le statistiche sui rimpatri nel 2017 indicano che,
rispetto al 2016 (493 785 decisioni di rimpatrio), il numero di decisioni di
rimpatrio emesse nell’UE nel 2017 è aumentato del 4% (516 115 decisioni nel
2017). Tale aumento è in gran parte attribuito al fatto che un numero elevato
di procedure di asilo stanno volgendo al termine, concludendosi in molti casi
con una decisione negativa. Aumenta costantemente il numero di decisioni di
rimpatrio emesse dagli Stati membri che sono stati più colpiti da tale
afflusso, in particolare la Germania e la Grecia e Italia. 

Tuttavia, l’aumento del numero di tali decisioni
non corrisponde a un aumento equivalente del numero di rimpatri effettivamente
attuati. Al contrario, le informazioni fornite dagli Stati membri a EUROSTAT
indicano chiaramente che il numero di rimpatri effettuati nel 2017 è diminuito
di quasi il 20%, passando da 226 150 nel 2016 a 188 920 nel 2017, con la
conseguente notevole diminuzione del tasso dei rimpatri in tutta l’UE: dal
45,8% del 2016 a soltanto il 36,6% nel 2017.

Al 7 maggio 2018 erano state ricollocate
dall’Italia 12 691 (su oltre 120.000 ricollocazioni previste da Italia e
Grecia) persone (tra cui 256 minori non accompagnati) e 31 richiedenti (di cui
26 minori non accompagnati) accettati per la ricollocazione erano in attesa di
trasferimento.

Nel diritto dell’Unione non esiste alcuna
disposizione sulle modalità effettive di arrivo dei rifugiati, il che fa sì che
quasi tutti gli arrivi siano irregolari. Questa situazione ha gravi conseguenze
per le persone bisognose di protezione internazionale e per gli Stati membri.
Le persone in fuga devono intraprendere viaggi in cui rischiano la vita con
l’aiuto di trafficanti a cui devono versare cifre esorbitanti e durante i quali
sono vittime di sfruttamento, maltrattamenti e abusi. Un aspetto negativo per
gli Stati membri sono gli effetti degli arrivi incontrollati (con numeri
indefiniti e nessuna informazione su chi arriva) e gli sforzi necessari
maggiori per gestire tali arrivi in termini di rafforzamento dei controlli e della
sorveglianza alle frontiere, di attività di ricerca e salvataggio, di
cooperazione con i paesi terzi, ecc. Si è discusso pertanto sui visti
umanitari, la cui domanda  dovrebbe
essere valutata prima facie per stabilire se i richiedenti sono realmente esposti
a un rischio di persecuzione o di danno grave. Dovrebbero avere validità
territoriale limitata per consentire ai titolari di raggiungere il territorio
in cui presentare domanda di protezione internazionale. Lo Stato membro che
rilascia il visto diventerebbe, quindi, responsabile delle procedure di asilo. Un’
audizione ha riguardato la “criminalizzazione dell’assistenza umanitaria”,
ovvero l’ adozione di sanzioni adeguate per le persone che facilitano l’ingresso
irregolare di cittadini di paesi terzi da cui sarebbero esenti le forme di
assistenza umanitaria la cui nozione andrebbe specificata meglio con delle
linee guida. 

TERRITORIO

Denso di attività ed appuntamenti è stato anche il
mese di luglio.

Svariati sono stati gli appuntamenti con i
cittadini e gli attivisti che ci hanno sottoposto le loro istanze ed i problemi
del territorio.

Mi sono recata a Cirò Marina per parlare di pesca
e della problematiche degli operatori del settore. Nello specifico, poi, ci
siamo soffermati sulla problematica della mancata erogazione delle royalties
Eni a favore dei pescatori crotonesi. Una problematica grave su cui abbiamo da
poco inoltrato una specifica interrogazione alla Commissione Europea.

Successivamente, siamo stati a Praia a Mare dove
abbiamo trattato il difficile problema delle plastiche in mare:a fine maggio di
quest’anno la Commissione europea ha proposto nuove norme di portata unionale
per i 10 prodotti di plastica monouso che più inquinano le spiagge e i mari
d’Europa e per gli attrezzi da pesca perduti e abbandonati che, insieme,
rappresentano il 70% dei rifiuti marini in Europa.

Tanti spunti e tante istanze sono nate
dall’interessante dibattito svoltosi al termine della manifestazione.

A fine mese siamo poi andati a Gioiosa Ionica
dove, insieme ad attivisti, portavoce ed esperti, abbiamo approfondito il tema
della tutela dei diritti del lavoratore, partendo da quanto previsto dalla
normativa europea fino ad arrivare alle normative nazionali e regionali

Infine, costante è l’impegno a dare informazione
ai cittadini sui fondi europei diretti ed indiretti: diverse sono le richieste
evase quotidianamente dal nostro sportello informativo Punto Europa sito in
Cosenza.

Continuate a contattarmi per le vostre
segnalazioni e per essere sempre aggiornati sulle nostre attività.

Un abbraccio,

Laura