REPORT ATTIVITA’ PARLAMENTARE MARZO

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COMMISSIONE LIBE

Le attività della LIBE sono riprese con una discussione congiunta con  AFET (Affari Esteri), con una  delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb  e l’illustrazione del lavoro svolto dall’UNHCR in Libia, paese principale di transito da cui, per la condizione di instabilità politica , istituzionale e sociale, giungono i principali flussi di migranti verso l’Europa. Dalla relazione esposta dalla Commissione Europea, nel 2017, 119 369 persone sono arrivate in Italia lungo questa rotta, in calo rispetto al 2016 (circa il 34% in meno). Nel 2018, fino al 6 marzo, sono stati registrati 5 457 arrivi (circa il 65% in meno rispetto a quelli registrati nello stesso periodo del 2017). In questo contesto è avvenuto un nuovo confronto sul Global Compact e sugli obiettivi che esso si prefigge per una migrazione sicura, ordinata e regolare, tra cui ridurre al minimo i fattori strutturali che costringono le persone a lasciare il proprio paese di origine, rafforzare la risposta transnazionale al contrabbando dei migranti, cooperare nel facilitare il ritorno dignitoso e sostenibile, la riammissione e reintegrazione ecc.  Come per tutti gli accordi internazionali, la sfida più impegnativa sarà quella di passare dalle dichiarazioni di principio agli impegni e alle responsabilità dei singoli stati.

Sono avvenuti dialoghi e scambi di opinioni con Vĕra Jourová, commissario per la giustizia, i consumatori e l’uguaglianza di genere e con Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione europea, responsabile delle relazioni interistituzionali, dello stato di diritto e della Carta dei diritti fondamentali. Il focus del dialogo è stato incentrato sulla Polonia, Stato membro che suscita preoccupazioni per la separazione dei poteri, l’indipendenza della magistratura e i diritti fondamentali. In una seduta congiunta con la Commissione Cont (Controllo dei bilanci) si è discusso sulla missione in Slovacchia a seguito dell’assassinio (sul quale aleggia l’ombra della ‘ndrangheta) del giornalista Jan Kuciak, il quale indagava sulla gestione non limpida di alcuni fondi strutturali dell’Unione Europea nel suo paese. Nella stessa seduta è stato illustrato il progetto di parere sulla situazione in Ungheria. La relatrice, nonchè presidente della Commissione Cont,  ha evidenziato che l’attuale livello della corruzione e la mancanza di trasparenza e di responsabilità nella gestione delle finanze pubbliche che colpiscono  i fondi dell’Unione in Ungheria sia tale da  giustificare l’avvio della procedura di cui all’articolo 7, paragrafo 1, del TUE (sospensione di alcuni diritti dello Stato membro).

Nella riunione congiunta con la Commissione FEMM (diritti della donna e l’uguaglianza di genere) sono continuati i lavori sul progetto di relazione diretta a  valutare l’attuazione della direttiva 2012/29/UE che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato negli Stati membri dell’UE.

E’ stato esaminato il progetto di relazione annuale sul funzionamento dello spazio Schengen. Da alcuni anni, a causa dei fallimenti relativi ad alcune parti dell’acquis, quali le frontiere esterne, e a settori strettamente collegati, come il sistema europeo comune di asilo, alcuni Stati membri hanno reintrodotto  controlli alle frontiere interne e  si è ben lontani da un normale funzionamento. Scopo della relazione è quello di evidenziare le principali carenze riscontrate nell’attuazione dell’acquis di Schengen e raccomandare delle azioni da intraprendere.

E’ stata votato il progetto di parere sulla proposta del “regolamento sulla cibersicurezza”. E’ stato evidenziato come i sistemi non sicuri possano portare a violazioni dei dati o a frodi relative all’identità, che potrebbero causare pregiudizio ai diritti fondamentali (mettendone anche a rischio la vita, la sfera privata, la dignità o le proprietà).  Altri aspetti su cui è stato costruito il parere riguardano la lotta alla criminalità informatica e la sua prevenzione e la tutela della democrazia e  dello Stato di diritto (in caso di interferenze o manipolazioni  di  dati e opinioni da parte di governi ed attori non statali).

E’ stata esaminata la proposta di regolamento per integrare le funzioni dell’Agenzia europea eu-LISA nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Sostanzialmente si vorrebbe  rendere più efficace e sicura la gestione delle frontiere e combattere e prevenire la criminalità tramite il rafforzamento del ruolo e delle competenze di eu-LISA, l’agenzia responsabile della gestione operativa dei sistemi di informazione e banche dati (come SIS II, VIS, Eurodac, ecc).

Per quanto riguarda le relazioni di parere la Libe si è occupata anche della proposta di direttiva  concernente l’interoperabilità dei sistemi di telepedaggio stradale, intesa ad agevolare lo scambio transfrontaliero di informazioni sul mancato pagamento dei pedaggi stradali nell’Unione europea.

E’ stata votata la relazione sul pluralismo e la libertà dei media nell’Unione europea. La relatrice ha toccato diversi aspetti inerenti a questa delicata tematica, tra cui gli effetti dei finanziamenti all’editoria  e l’ elevata concentrazione della proprietà dei mezzi di informazione che si traduce nella presenza di alcuni soggetti dominanti che utilizzano l’informazione a fini di propaganda politica e commerciale, il fenomeno crescente delle “fake news”, nate prima nei giornali mainstream che su internet, la necessità di proteggere gli informatori (whistleblowers) e i diritti relativi alla crittografia, l’opportunità di investire nell’alfabetizzazione mediatica e digitale per coinvolgere attivamente i cittadini e gli utenti on line.

E’ stata infine esaminato il progetto di relazione inerente ad una proposta di direttiva relativa alla lotta contro le frodi e le falsificazioni di mezzi di pagamento diversi dai contanti, aumentati per l’uso della  digitalizzazione e delle moderne teconlogie. Il numero delle transazioni è aumentato del 24 % negli ultimi cinque anni. Ma questo nuovo mercato è diventato attraente anche per i criminali. La frode online (ad esempio  il furto dei dati delle carte di credito) ha spesso una dimensione transfrontaliera. L’autore del reato e la vittima non si trovano necessariamente nello stesso paese e ciò crea considerevoli difficoltà alle autorità di contrasto. Viene pertanto proposto di modificare il quadro giuridico che prevederà l’ampliamento della portata dei reati, per includere le transazioni mediante valute virtuali, l’introduzione di nuovi reati online e la definizione di aspetti che riguardano le pene massime.

 

COMMISSIONE JURI

Nella qualità di vicepresidente della JURI ho avuto l’onore di presiedere l’apertura dei lavori di marzo della commissione medesima. Il primo punto all’ordine del giorno era la presentazione della relazione dell’on. Zwiefka sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che sostituisce l’allegato A del regolamento (UE) 2015/848 relativo alle procedure di insolvenza. Si tratta di un dossier molto tecnico che riguarda la modifica degli elenchi delle procedure di insolvenza.

A seguire vi è stato il dibattito sui 149 emendamenti presentati al report sulle stampanti 3D che, come detto, pongono impegnative questioni in materia di proprietà intellettuale e responsabilità civile.

Successivamente l’on. Gebhardt ha informato la Commissione JURI sullo stato dei triloghi relativamente al dossier sui contratti per la fornitura di contenuti digitali, esprimendo, peraltro, l’auspicio di raggiungere la chiusura di un accordo entro la fine del semestre di presidenza bulgaro.

Il presidente Svoboda, che nel frattempo, essendo arrivato, ha ripreso la direzione dei lavori, ci ha anche informati sullo stato del trilogo relativo alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce norme relative all’esercizio del diritto d’autore e dei diritti connessi applicabili a talune trasmissioni online degli organismi di diffusione radiotelevisiva e ritrasmissioni di programmi televisivi e radiofonici.

La Juri ha poi esaminato alcuni atti delegati e di implementazione predisposti dalla Commissione europea ritenendo di non doversi opporre agli stessi. A fine mattinata vi sono stati i voti che hanno riguardato, in particolare, le Relazioni annuali 2015 e 2016 in materia di sussidiarietà e proporzionalità, il parere sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza e che abroga la direttiva 2010/18/UE del Consiglio, una procedura di rifusione ed una di codificazione.

Nel pomeriggio, a seguito di uno scambio di vedute sulla richiesta di difesa dell’immunità parlamentare del deputato Victor Bostinaru’s, sono stati esaminati gli emendamenti alla relazione di iniziativa sul quadro di valutazione UE della giustizia 2017.

Infine, è stato presentato il tanto atteso Follow-Up della Commissione europea sulla risoluzione del Parlamento europeo sull’applicazione della direttiva 2004/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale (direttiva sulla responsabilità ambientale, o “direttiva ELD”), di cui, come è noto sono stata relatrice. Un Follow-up certamente argomentato, che tuttavia appare come un rispettabilissimo, ma a mio avviso poco soddisfacente, esercizio burocratico e di routine.

Ho detto ai rappresentati della Commissione, infatti, che il follow-up al di là dei chiarimenti che offre sulle azioni già intraprese dalla Commissione europea, elude le questioni principali poste nella relazione del Parlamento europeo, in primis l’urgenza di mettere mano alla revisione della direttiva ELD, e non lascia intravedere alcuna soluzione politica alle questioni sollevate dal Parlamento stesso. É certamente apprezzabile lo sforzo che si sta compiendo per sanzionare gli Stati membri inadempienti, così come il lavoro di ricerca e studio che trova sbocco nella valutazione REFIT e nel Multi-Annual Work Programme 2017-2020. Parimenti apprezzabili sono il documento comune d’intesa sui concetti e sulle definizioni chiave della direttiva ELD e tutte le altre misure programmate in materia di formazione e di informazione. Ma purtroppo si trattava di cose che già sapevamo.

E tuttavia, al di là di alcune constatazioni di fatto coincidenti con quanto, a sua volta, constatato nella risoluzione del Parlamento, non ho trovato nel documento della Commissione europea nulla di straordinario o di fondamentalmente risolutivo rispetto alle enormi e complesse problematiche sollevate nella risoluzione di cui sono stata relatrice.

Ho poi esaminato, punto per punto, le risposte fornite dalla Commissione a questo Parlamento, non lesinando le mie osservazioni critiche, che qui riporto:

1) abbiamo chiesto di rivedere la direttiva ELD ed in particolare la definizione di danno ambientale: la risposta è stata che forse se ne parla dopo il 2023 (a seguito del prossimo periodo di valutazione REFIT).

2) Abbiamo lamentato il problema della difficile interpretazione del concetto di “soglia di rilevanza”, e la Commissione, dopo avere di fatto ammesso che l’approccio di soft law non ha prodotto risultati soddisfacenti, ha rinviato ancora una volta al 2023 (REFIT 2021 – 2023). Stesso discorso vale per la richiesta di fornire un’interpretazione chiara e coerente relativamente alla designazione geografica stabilita nella direttiva ELD per quanto concerne lo “stato di conservazione favorevole”;

3) Assolutamente insoddisfacente è la risposta alla richiesta di estendere l’ambito di applicazione della ELD al danno alle persone ed all’aria. La Commissione si rifiuta persino di prendere in considerazione questa possibilità reiterando modelli obsoleti (come quello della tassazione dei soggetti che inquinano applicato al settore automobilistico) che non sempre sono applicabili (si pensi ai frequentissimi incendi di stabilimenti di stoccaggio dei rifiuti di questi ultimi mesi in Italia) e che non hanno mai risolto i problemi causati alla salute degli individui. Problemi che hanno costi sociali di gran lunga superiori alle tasse che si recuperano (ma quali tasse poi?) in caso di danno ambientale disciplinato dalla ELD. Costi che – occorre ribadirlo – vengono pagati sia dai sistemi sanitari nazionali sia, in maniera diretta (ovvero sulla propria pelle), dai cittadini.

4) Viene sostanzialmente elusa la nostra richiesta di introdurre una garanzia finanziaria obbligatoria, così come quella di creare un fondo europeo per la tutela dell’ambiente dai danni causati dall’attività industriale disciplinata dall’ELD.

5) Incomprensibile, poi, appare la risposta alla richiesta di istituire un registro degli operatori che svolgono attività pericolose ma soprattutto di un sistema di monitoraggio finanziario che garantisca la solvibilità degli stessi. In pratica la Commissione, pur riconoscendo l’utilità di un siffatto registro, se ne lava completamente le mani rimettendo agli Stati la decisione sulla loro istituzione.

6) É stato del tutto ignorato sia il suggerimento di prevedere sgravi fiscali o altre forme di premialità per le aziende che si impegnano con successo nella prevenzione dei danni ambientali, sia, e direi soprattutto, la raccomandazione di istituire apposite autorità indipendenti con poteri di inchiesta, controllo e sanzione in materia di ELD.

Per altro verso, poche note positive possono segnalarsi. Come dicevo prima si tratta per lo più di constatazioni già presenti nella risoluzione del Parlamento europeo, tra cui l’impegno ad una revisione della politica e della legislazione europea in materia di reati ambientali.

In conclusione, ho dovuto constatare, con delusione, che, ancora una volta, tutto il grande e faticoso lavoro che è stato fatto in Parlamento per stimolare l’azione legislativa della Commissione europea, si è risolto in un semplice scambio di documenti ed in qualche dibattito per addetti ai lavori che ancora non porterà alcuna modifica allo stato dell’arte e, conseguentemente, alcun beneficio diretto ai cittadini.

Il mio intervento ha trovato l’appoggio di alcuni colleghi, tra cui il relatore del parere per la Commissione ENVI, Benedek Javor, e la collega della Juri Jytte Guteland. Purtroppo la Commssione ha replicato solo con rassicurazioni di circostanza che non mi hanno pienamente soddisfatta.

Al termine di questo dibattito la commissione JURI si è aggiornata alla prossima riunione del 23 e 24 aprile 2018.

Mercoledí 28 marzo, infine, si è invece tenuta una breve riunione congiunta con la commissione affari costituzionali per discutere degli emendamenti al rapporto di iniziativa sull’interpretazione e l’applicazione dell’accordo interistituzionale “Legiferare meglio”.

TERRITORIO

Il mese di novembre è iniziato con il rush finale per la campagna elettorale a sostegno dei nostri candidati alle elezioni politiche 2018.

Dopo una lunga ed entusiasmante campagna elettorale, risultati elettorali ci premiano come primo movimento politico italiano con una percentuale superiore al 32% e sono ben 18 i nuovi portavoce calabresi tra Camera e Senato!

Terminata la campagna elettorale ed in attesa della formazione del prossimo Governo nazionale, continuiamo le nostre attività a servizio dei cittadini.

Costante è l’impegno sul fronte dei finanziamenti comunitari: sia attraverso il monitoraggio della gestione dei fondi indiretti destinati alla Calabria, sia attraverso una corretta e puntuale informazione, per il tramite del nostro Sportello Punto Europa, sulle opportunità derivanti dai fondi europei diretti ed indiretti.

Continua la nostra battaglia per l’efficientamento del sistema depurativo regionale, attraverso controlli e proposte rivolte alle autorità regionali competenti continuiamo a rivendicare il nostro diritto ad avere mare ed acqua puliti.

Allo stesso modo costante è l’impegno a favore dell’acqua pubblica, ciò soprattutto alla luce della creazione della nuova Autorità Idrica della Calabria e delle scelte che questo organo dovrà effettuare in merito a quello che sarà il soggetto gestore del Servizio Idrico Integrato.

Infine, anche in questo mese non sono mancati gli incontri con attivisti, associazioni e organismi locali che hanno segnalato problemi legati al territorio ed allo svolgimento delle loro attività.

Continuate a contattarmi per le vostre segnalazioni e per essere sempre aggiornati sulle nostre attività.

Un abbraccio,

Laura