Report attività parlamentare – Ottobre 2018

Report attività parlamentare – Ottobre 2018

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COMMISSIONE LIBE

Tra le consuete attività organizzate anche in
qualità di coordinatrice del gruppo politico EFDD di cui il M5S fa parte, in
Libe abbiamo avuto il piacere di avere come ospite il Presidente della Camera
dei Deputati, Roberto Fico. Con il Presidente della Camera, i coordinatori di
Libe e i relatori dei rapporti del sistema europeo comune di asilo (CEAS), si è
discusso dello stato dell’arte della riforma del CEAS ed in particolare del
regolamento di Dublino e del regolamento Procedure, di cui sono stata relatrice.

Ho ribadito in questa sede la ferma volontà della
delegazione del M5S in Europa di non accettare nessun compromesso al ribasso
rappresentato dalla riforma del regolamento di Dublino. Con questa pseudo
riforma, la solidarietà nei confronti dei Paesi di primo ingresso non è
assolutamente automatica e scatta a seguito di diversi filtri e di una
procedura lunga, onerosa e complessa, che esclude peraltro i cosiddetti
migranti economici. All’Italia non serve una finta ed ipocrita pacca sulla
spalla ma una cooperazione forte con tutti i Paesi membri dell’Unione europea,
una equa ripartizione delle responsabilità e ricollocamenti automatici ed
obbligatori. Per quanto riguarda il regolamento Procedure, siamo riusciti a
mettere a punto una procedura equa che assicuri un giusto equilibrio tra
l’esigenza di garantire il rispetto del diritto di asilo ai bisognosi di
protezione e assicurare una procedura veloce, efficace ed efficiente che possa
ridurre il più possibile gli abusi che hanno contribuito a sovraccaricare i
sistemi di asilo degli Stati membri.

Ho presieduto, in un incontro congiunto LIBE/JURI
(le due commissioni parlamentari di cui sono membro), il dibattito sul
Programma Giustizia per il periodo 2021-2027. Il programma ha tre obiettivi
specifici: agevolare e sostenere la cooperazione giudiziaria in materia civile
e penale e promuovere lo Stato di diritto anche sostenendo gli sforzi volti a
migliorare l’efficacia dei sistemi giudiziari nazionali e l’esecuzione delle
decisioni; sostenere e promuovere la formazione giudiziaria, al fine di
promuovere una cultura giuridica, giudiziaria e dello stato di diritto
comune;facilitare un accesso effettivo alla giustizia per tutti, anche per via telematica,
promuovendo procedure civili e penali efficienti e promuovendo e sostenendo i
diritti delle vittime di reato nonché i diritti procedurali di indagati e
imputati in procedimenti penali.

 E’ stata
discussa la relazione sul meccanismo di cooperazione e verifica (MCV) istituito
nel 2007, quando la Romania ha aderito all’Unione europea, per ovviare alle
carenze riscontrate nella riforma giudiziaria e nella lotta contro la
corruzione. Nonostante i progressi si registrano critiche nei confronti della
giustizia e delle decisioni giudiziarie che rimangono un aspetto problematico.
Sono state elaborate una serie di raccomandazioni che riguardano  indipendenza della magistratura, riforma
giudiziaria e lotta alla corruzione.

E’ stata esaminata la proposta sull’istituzione del
nuovo programma “Diritti e valori”, per contribuire a promuovere società
aperte, democratiche, pluraliste e inclusive, proteggendo e promuovendo i
diritti e i valori e sviluppando ulteriormente lo spazio europeo di giustizia.
In Europa persistono infatti disuguaglianze e discriminazioni fondate sul
sesso, la razza o l’origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la
disabilità, l’età o l’orientamento sessuale. Le crisi economiche, il persistere
delle disuguaglianze e le sfide quali la migrazione hanno indotto alcuni a
mettere in discussione i diritti fondamentali. In alcuni casi vengono anche
messi in discussione lo Stato di diritto, l’accesso alla giustizia, lo spazio
per la società civile e l’indipendenza del sistema giudiziario. La cooperazione
giudiziaria in materia civile e penale non è sufficiente e l’accesso alla
giustizia negli Stati membri è ancora difficile.

Per quanto riguarda il rapporto sull’ Agenzia
dell’Unione europea per l’asilo (di cui sono relatrice ombra), tra i diversi
aspetti trattati, vi è quello che  prevede che l’Agenzia possa avviare un
esercizio di monitoraggio di propria iniziativa o su richiesta della
Commissione. Il relatore ( Péter Niedermüller) è del parere che si dovrebbe
procedere a tale monitoraggio soltanto in casi specifici, qualora in qualsiasi
Stato membro si verifichino eventi che destano gravi timori sul funzionamento
di qualsiasi aspetto del sistema di asilo di tale Stato membro e che, se non
affrontati tempestivamente, possono compromettere il funzionamento del CEAS.

Si è discusso il progetto di parere riguardante il
fondo europeo di sviluppo regionale e Fondo di coesione. Al fine di eliminare
la povertà e combattere l’esclusione sociale e la segregazione in maniera
efficace, sono necessari un approccio integrato nonché la programmazione e
l’attuazione di programmi plurifondo; risulta pertanto fondamentale garantire
la compatibilità e la complementarietà del Fondo europeo di sviluppo regionale
(FESR) e del Fondo di coesione rispetto al FSE+ (ivi comprese tutte le
componenti che ingloba) nonché ad altri fondi, come il FEASR, il programma
Erasmus, ecc. Occorre assicurarsi che le pertinenti norme siano semplici,
flessibili, non comportino costi amministrativi elevati e siano allineate.
L’obiettivo principale è  quello di far
sì che il testo della proposta garantisca che i futuri progetti –siano essi
monofondo (specifici di un solo fondo) o plurifondo –risultino il più inclusivi
e non discriminatori possibile e offrano migliori prospettive di vita a tutte
le persone dell’Unione, rendendo la nostra una società sostenibile.

Esaminato inoltre il rapporto sulla protezione
delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione. Gli informatori
o whistleblowers, vale a dire coloro che segnalano (all’interno
dell’organizzazione interessata o a un’autorità esterna) o divulgano (al
pubblico) informazioni concernenti atti illeciti ottenute in un contesto
lavorativo, contribuiscono a prevenire danni e ad individuare minacce o
pregiudizi al pubblico interesse che non verrebbero altrimenti alla luce.
Tuttavia sono spesso poco inclini a segnalare nel timore di ritorsioni. Per
tali ragioni l’importanza di garantire una protezione efficace agli informatori
ai fini della salvaguardia del pubblico interesse è sempre più riconosciuta a
livello europeo.

Si è discusso sulla necessità di migliorare la
direttiva “rimpatri”. Gli Stati membri incontrano difficoltà e ostacoli nelle
procedure destinate a eseguire le decisioni di rimpatrio: assenza di accordi di
riammissione, la fuga dei migranti irregolari, movimenti secondari, procedure
ostacolate dalla mancanza di cooperazione da parte di paesi terzi e dal rapido
scambio di informazioni necessarie a eseguire i rimpatri,  ha determinato la diminuzione del tasso di
rimpatrio in tutta l’UE, che dal 45,8% del 2016 è passato ad appena il 36,6%
nel 2017, nonostante le decisioni di rimpatrio siano cresciute.

Dopo il voto in commissione, è stato votato anche
in plenaria il pacchetto legislativo relativo all’esercizio e l’uso del sistema
d’informazione Schengen (SIS) nel settore delle verifiche di frontiera. Questo
pacchetto legislativo è volto a consentire l’utilizzo del sistema
d’informazione Schengen (SIS II), il database a disposizione delle guardie di
frontiera, per lo scambio di informazioni sulle decisioni di rimpatrio dei
cittadini di paesi terzi il cui soggiorno nel territorio dell’UE è irregolare.
Anche le forze dell’ordine avranno accesso a questo database in forza delle
presenti modifiche. Questi provvedimenti si inseriscono nel più ampio contesto
delle misure presentate dalla Commissione volte a migliorare la politica di
rimpatrio dell’Unione e l’efficacia dei rimpatri, al momento, lungi dall’essere
efficaci. Con questo pacchetto legislativo si potrà verificare se i cittadini
di paesi terzi sottoposti a decisioni di rimpatrio hanno effettivamente
lasciato il territorio degli Stati membri. Il nostro voto sarà positivo.

Tra gli altri rapporti all’esame della Libe, da ricordare quello che riguarda l’ istituzione dell’Autorità europea del lavoro, norme minime per le minoranze nell’UE, visti umanitari, proposta di regolamento che istituisce il programma Europa digitale per il periodo 2021-2027 (raddoppio degli investimenti nel settore digitale), regolamento relativo alla prevenzione della diffusione di contenuti terroristici online, riutilizzo dell’informazione del settore pubblico (rifusione), proposta di regolamento che istituisce un programma di azione in materia di scambi, assistenza e formazione per la protezione dell’euro contro la contraffazione monetaria per il periodo 2021-2027 (programma “Pericle IV”), disposizioni per agevolare l’uso di informazioni finanziarie e di altro tipo a fini di prevenzione, accertamento, indagine o perseguimento di determinati reati, immissione sul mercato e uso di precursori di esplosivi, istituzione dello strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale.

Territorio:

Numerose sono state le attività e le iniziative condotte sul territorio calabrese nel mese di ottobre.

Da Vibo Valentia, a Rosarno a Cosenza diversi sono stati gli incontri pubblici a cui ho partecipato per parlare di immigrazione e caporalato, ma anche per approfondire la tematica del turismo sostenibile come possibile volano per l’intera Regione.

Nel week-end del 19-21 ottobre, insieme a tutti i portavoce del Movimento 5 Stelle, abbiamo poi incontrato tutti gli attivisti nel nostro consueto appuntamento annuale Italia 5 Stelle quest’anno svoltosi a Roma.

Con alcune interrogazioni dirette alla Commissione Europea, poi,  abbiamo portato a conoscenza delle istituzioni comunitarie criticità legate a progetti del POR Calabria 2007/2013 finanziati da fondi europei. Altresì, con specifica interrogazione, ho chiesto informazioni approfondite alla Commissione Europea circa una nuova procedura d’infrazione, la n.2017/2181, che interessa il sistema depurativo italiano e che coinvolge 48 agglomerati calabresi.

Costante è l’impegno a dare informazione ai cittadini sui fondi europei diretti ed indiretti: in tal senso, diverse sono le richieste che quotidianamente arrivano al nostro sportello Punto Europa sito in Cosenza.

Altresì costante è il controllo sulla gestione del sistema depurativo regionale e sullo della qualità delle acque di balneazione regionali.

Infine, anche in questo mese non sono mancati gli incontri con attivisti, associazioni e organismi locali che hanno segnalato problemi legati al territorio ed presentato proposte e suggerimenti.

Continuate a contattarmi per le vostre segnalazioni e per essere sempre aggiornati sulle nostre attività.

Un abbraccio,

Laura