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olanda

8 febbraio 2017 – ore 13:30 – 17:30

Riunione bilaterale con Klaas DIJKHOFF, Ministro per la migrazione
Il ministro ha spiegato le linee guida della politica del governo olandese nel campo della migrazione evidenziando subito la necessità di operare una distinzione tra coloro che hanno il diritto all’asilo e coloro che non possono beneficiare di protezione internazionale. Questi ultimi devono essere rimpatriati anche al fine di garantire sostegno efficace e l’integrazione dei rifugiati nella società di coloro che hanno diritto alla protezione internazionale. Il ministro ha sottolineato come gli Stati membri debbano aumentare l’efficienza dei rimpatri che al momento è molto bassa in Europa.
Il ministro si è detto favorevole alla politica dell’UE di creare e finanziare presso paesi terzi disponibili centri di accoglienza per rifugiati al fine di regolare il flusso di arrivi attraverso il reinsediamento in Europa di coloro che hanno più possibilità di poter beneficiare della protezione internazionale.
Il concetto di solidarietà è stato inoltre toccato nel corso della discussione. Il ministro ha espresso il proprio disappunto circa la mancanza di cooperazione di alcuni Stati membri e la loro riluttanza a farsi carico degli obblighi di ricollocamento che sono stati presi in seno al Consiglio e ha sottolineato come invece l’Olanda stia facendo la propria parte nel contribuire all’implementazione del programma di ricollocazione.
Riunione con stakeholders – organizzazioni rappresentate
Immigratie- en Naturalisatiedienst: Mr Renger VISSER (Head of Asylum & Protection) and
Mr Dennis TIMMERMAN (special advisor to the DirectorateStrategie en Uitvoeringsadvies) – https://ind.nl/en
VluchtelingenWerk Nederland (Dutch Council for Refugees): MrTim NOORDHOF (manager Expertise) and Ms NellekeKOFFEMAN – https://www.vluchtelingenwerk.nl/
NIDOS (organisation for legal guardianship for minors): Mr Ohad TOPPER (regional manager) and Tsehai AARTEN (lawyer) – https://www.nidos.nl/en/
Vereniging Asieladvocaten en –Juristen Nederland (association of asylum advocates): Ms Igna OOMEN – https://www.vajn.org/
Discussione
La riunione con le parti interessate olandesi è stato il secondo di una serie di incontri per discutere con le autorità e le associazioni non governative presenti negli Stati membri le attuali procedure di asilo e ascoltare le valutazioni sulla nuova proposta di regolamento che istituisce una procedura di asilo unica nell’UE.
La valutazione delle autorità olandesi nei confronti della procedura di asilo in vigore nel paese dal 2015 è stata nel complesso positiva in quanto garantista e abbastanza flessibile nella sua declinazione pratica. In particolare, la possibilità di fornire assistenza medica e la qualità della stessa è un punto sottolineato da tutti i rappresentanti delle organizzazioni presenti. Il richiedente asilo può domandare l’esame medico per determinare la prova di torture o persecuzioni a spese dello stato membro. Tuttavia, alcune criticità sono state evidenziate quali la detenzione nel caso di procedure di frontiera che si può protrarre fino a 14 giorni quando la detenzione preventiva in olanda è limitata a tre giorni. Inoltre, i richiedenti asilo detenuti alla frontiera non possono parlare con un avvocato prima della presentazione della domanda e lamentano carenze nella formazione del personale che deve trattare le domande di asilo nei posti di frontiera.
Nel 2015 l’Olanda ha ricevuto 60.000 domande di asilo che sono aumentate del 70% nel 2016 con un tasso di riconoscimento del 40%. Secondo le autorità il numero di domande che permette il corretto funzionamento del sistema è 20.000 domande all’anno. Il tempo per trattare una domanda di asilo varia dai 3 mesi per i casi più semplici a un anno nel caso di casi che richiedono un esame più approfondito.
La possibilità di un colloquio preventivo con il proprio rappresentante legale è possibile prima che inizi la procedura. Una volta registrata la domanda, il richiedente asilo ha sei giorni a disposizione per prepararsi al colloquio individuale e ha accesso a un rappresentante legale. Anche le ONG presenti hanno sottolineato l’importanza di fornire informazioni corrette e tempestive ai richiedenti asilo nella loro lingua e che possano ricevere il supporto di interpreti qualificati. Per quello che riguarda l’appello, l’effetto sospensivo del ricorso non è garantito in tutti i casi.

In Olanda si cerca di scoraggiare la presentazione di domande reiterate anche tramite la riduzione di un terzo dell’onorario dell’avvocato che presenta una domanda reiterata che non ha prospettive di successo. Tuttavia, in, Olanda il 35% delle domande reiterate ha un esito positivo pertanto le associazioni non governative hanno chiesto cautele nel punire le domande reiterate.
Per favorire l’integrazione e per semplicità l’Olanda non opera nessuna distinzione tra protezione sussidiaria e status di rifugiato ma applica un solo status.
Per quanto riguarda il nuovo regolamento APR, le autorità olandesi hanno espresso perplessità circa la poca flessibilità che la nuova procedura introduce e l’impatto negativo sulle finanze pubbliche che una maggiore complessità burocratica potrebbe avere.
Le autorità considerano irrealistici i termini stringenti stabiliti dal regolamento APR e ritengono che le autorità debbano poter allungare le scadenze in caso di necessità. Le autorità hanno espresso parere favorevole per quel che riguarda l’uso delle procedure accelerate e ne hanno sottolineato l’utilità nell’assicurare un trattamento differenziato delle domande di asilo. Tuttavia, hanno sottolineato come la distinzione tra domanda inammissibile e manifestamente infondata non sia chiara e rischi di complicare le cose inutilmente.
Per quel che riguarda le liste dei paesi terzi sicuri, anche l’Olanda dal 2015 ha adottato una propria lista di paesi di origine sicuri che ritiene uno strumento molto utile nell’implementazione pratica della procedura. Tuttavia, alcune organizzazioni non governative presenti hanno sottolineato i rischi legati al concetto di paese terzo sicuro e in particolare al fatto che il mero transito attraverso un paese terzo sicuro sia considerato sufficiente per giustificare il trasferimento del richiedente verso quel paese.

Tutti i presenti hanno sottolineato l’importanza delle necessarie competenze del personale che è coinvolto nella procedura.