Non possiamo considerare nemico dell’Europa un popolo che si pronuncia per riaffermare la propria dignità

Grazie Presidente,
Onorevoli deputati,

l’Europa sta affrontando due grandi sfide: una è la gestione dei flussi migratori, l’altra è l’attuale situazione in Grecia. In questo scenario, il ruolo giocato dalle Istituzioni europee ha prodotto risultati che minano i principi e i valori su cui si fonda l’Unione, minacciando la sua stessa credibilitá ed esistenza.
Quello che succede con i migranti ai confini italiani e di altri Stati, così come la vittoria del “no” al referendum in Grecia, ci insegna in modo chiaro che il progetto europeo, fino ad ora realizzato, deve rinnovarsi profondamente e in fretta, altrimenti sarà destinato al fallimento.
Non si puó pensare di costruire e sostenere un’Europa in cui gli egoismi nazionali prevalgono su un’adeguata solidarietá, imponendo oneri sproporzionati agli Stati sottoposti a maggiore pressione migratoria. Questo è anche il senso di una lettera che la delegazione del M5S ha inviato al Presidente Tusk.
Non possiamo considerare nemico dell’Europa un popolo che si pronuncia per riaffermare la propria dignità, che non vuole essere schiavo di politiche di austerità, delle banche e della finanza internazionale. Un’ Europa dei popoli, con un rinnovato senso di comunità, è possibile e deve essere dovere di tutti provare a costruirla.

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